Legno nero

Legno nero

Tra le malattie che colpiscono la vite, ci sono i giallumi della vite, associati a microrganismi patogeni chiamati fitoplasmi.  Abbiamo già conosciuto insieme la flavescenza dorata, oggi invece parliamo di legno nero, conosciuto anche come ” bois noir” BN, in quanto fu descritto per la prima volta in Francia.

Il legno nero, rispetto a FD, è un giallume associato ad un diverso fitoplasma, ma le due malattie presentano gli stessi identici sintomi sulla pianta: assenza di fruttificazione, tralci verdi e pieghevoli,  foglie che assumono consistenza cartacea, con decolorazione rossastra o clorotica (a seconda della varietà di vite) della lamina fogliare.

Quindi, quando ci imbattiamo in una vite che presenta questi sintomi, per riconoscere e distinguere tra i 2 giallumi bisogna ricorrere alle analisi di diagnostica molecolare, attraverso cui si riesce a stabilire il gruppo ribosomico di appartenenza del campione in questione. Il Legno Nero è associato al fitoplasma classificato in “Candidatus phytoplasma solani” e appartenente al gruppo ribosomico 16 SrXII-A.

A differenza di flavescenza dorata, il vettore del legno nero è un insetto, Hyalestes obsoletus, sempre dell’ordine dei Rincoti, ma appartenente alla famiglia delle Cixiidae. Questo insetto svolge il proprio ciclo vitale non su vite ma su piante erbacee, come ortica, convolvolo, amaranto, lavanda, ecc. Tutte queste piante possono trovarsi all’interno o nei pressi di un vigneto e possono essere fonte di fitoplasma. Di conseguenza, il vettore può acquisire il fitoplasma direttamente dalle radici delle erbacee ed in seguito la forma adulta, casualmente, spostarsi sulla vite. Viene per questo definito ampelofago occasionale. L’adulto può pungere accidentalmente la vite nel tentativo di alimentarsi e da qui, se risulta infettivo, può trasmettere il fitoplasma alla pianta e causare la malattia.

Oltre che per il vettore, differenze tra le due malattie si hanno anche a livello di epidemiologia e gravità dei sintomi. Per quanto anche BN causi gravi danni e perdite in tutte le regioni Europee in cui è presente, FD resta molto più pericolosa

Un metodo per il controllo del legno nero è rappresentato dalla lotta al vettore. Lotta che consiste essenzialmente nell’eliminazione degli ospiti erbacei, sia per mezzo di diserbanti, da utilizzare in primavera e in autunno, sia con l’impiego delle “trap crop”. Si tratta di sfruttare le piante erbacee, sulle quali vivono e si infettano le forme giovanili del vettore, come piante trappola. Difatti, eliminando dai vigneti tali piante entro il mese di giugno ( prima dello sfarfallamento degli adulti),viene ad interrompersi il ciclo dell’insetto vettore, impedendogli di andare ad infettare la vite. Un ulteriore metodo di lotta al BN è rappresentato dal’eliminazione delle viti sintomatiche.

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