Che mondo sarebbe senza caravella?

Che mondo sarebbe senza caravella?

Se Cristoforo Colombo non fosse esistito l’Italia non solo avrebbe perso un grande navigatore, ma anche gran parte della sua cultura culinaria. L’America, prima o poi, sarebbe stata scoperta comunque, ma chissà se e quando sarebbero arrivati sulle nostre tavole certi ingredienti che oggi riteniamo alla base della famosa dieta mediterranea. Per fortuna la Storia non si fa con i se e con i ma e quindi oggi, a 527 anni di distanza da quell’avvenimento, possiamo festeggiare la scoperta dell’America ricordando quali furono le piante principali che viaggiarono dal Nuovo verso il Vecchio Mondo.

Ne abbiamo scelte quattro:

  • Il pomodoro (Solanum lycopersicum); originario dell’America centro-meridionale, molto probabilmente nella zona a nord delle Ande, fu importato già nel XVI secolo, ma per oltre due secoli non fu servito a tavola (almeno sulle tavole dei ricchi). Perché? Era ritenuto un frutto velenoso. Fu solo “grazie” alla fame dei ceti bassi che si iniziò a capirne la commestibilità e, quindi, la bontà.
  • Il mais (Zea mays); scoperto dagli europei un mese dopo l’arrivo in America, precisamente a Cuba, fu importato inizialmente nel 1600 nelle regioni balcaniche, all’epoca possedute dall’impero ottomano. Grazie agli ottimi rapporti tra Ottomani e Repubblica di Venezia, fu poi importato nel territorio della Serenissima e da lì si diffuse a macchia d’olio in tutto il Nord-Est grazie alle alte rese e alla possibilità di sostituire il grano nella dieta.
  • La patata (Solanum tuberosum); anch’essa proveniente dalle zone centro meridionali come il pomodoro (con cui è filogeneticamente imparentata), e proprio come esso, fu inizialmente importata solo come curiosità botanica. In Italia la sua coltivazione si diffuse solo nell’Ottocento. La sua resistenza al freddo la rese un alimento fondamentale soprattutto nelle zone montane e in Nord Europa, dove in casi di estrema povertà rappresentava l’unico pasto giornaliero.
  • Il cacao (Theobroma cacao); il nome generico Theobroma significa “cibo degli dei” e questo già ci fa capire perché lo abbiamo voluto inserire in questa lista. Coltivato già dalle popolazioni indigene in Mesoamerica, probabilmente per produrci delle bevande alcoliche, era talmente importante da essere usato come moneta di scambio. Per le sue necessità di habitat non si è mai diffusa la sua coltivazione in Europa, bensì in Africa, dove oggi rappresenta una fonte di sostentamento economico per tanti piccoli produttori.

E tantissime altre piante furono importate dall’America: girasole, varietà di fagioli, la patata dolce o batata, la quinoa, etc., etc.

Ci chiediamo che Italia sarebbe se non ci fossero il ragù, il pomodoro sulla pizza, la polenta e le patate a fare da contorno a mille sfiziosi piatti? E che inverni sarebbero senza cioccolate calde?

Per fortuna la Storia non si fa con i se e con i ma!

AgriPost it!

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