I metaboliti secondari

I metaboliti secondari

Avete mai sentito dire di non mangiare le parti verdi delle patate? Beh, se non vi è mai capitato, ve lo diciamo noi. Questo si deve al fatto che all’interno delle parti verdi della pianta della patata (Solanum tuberosum) c’è una molecola tossica per l’uomo: la solanina.

La solanina viene classificata a livello biochimico come un metabolita secondario. Metabolita perché viene prodotto dal sistema metabolico della pianta e secondario perché esso non è fondamentale per la vita della pianta stessa (come i metaboliti primari) e quindi viene prodotto in maniera non ubiquitaria all’interno dell’organismo.

I metaboliti secondari, infatti, hanno varia natura chimica e anche all’interno di ogni specie vegetale può variare molto la loro biosintesi. In alcuni casi essi vengono prodotti solo a seguito di un attacco (di qualsiasi natura: animale, fungina, batterica, ecc.); in altri casi, invece, essi sono sempre prodotti dalla pianta, ma solo in alcuni organi (proprio come le parti verdi della patata).

Una delle famiglie più rappresentative per il quantitativo di metaboliti secondari è la famiglia delle Solanaceae, proprio la famiglia della patata.
Solo per citare le piante più famose di questa famiglia, producono metaboliti secondari: il pomodoro (la tomatina, molto simile alla solanina e anche essa nelle parti verdi, tossica solo in elevate dosi); il peperoncino (la capsaicina, ossia la molecola che dona la famosa piccantezza al frutto); il tabacco (la cui molecola la conosciamo tutti: la nicotina) e tante altre.

C’è poi un metabolita secondario che fa parte della nostra quotidianità: la caffeina. Con questo nome si indica una molecola che in realtà prende vari nomi a seconda della pianta in cui è stata trovata (teina, guaranina, mateina), ma è chimicamente identica.

In conclusione, possiamo ben dire che non sempre ciò che è secondario è di importanza irrilevante: la natura ci insegna questo!

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